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Le Associazioni dei Pensionati del Credito  

Cronistoria

Le Associazioni dei Pensionati del Credito – Banche e Casse di Risparmio – sono sorte intorno agli anni 60/70 in relazione alla necessità di difendere i loro diritti ed interessi legittimi in campo previdenziale. La loro costituzione ha una base assolutamente democratica in quanto sono sorte per volontà dei pensionati, hanno uno Statuto approvato in assemblea ed Organi Sociali – Consiglio di Amministrazione, Sindaci  e Probiviri – formati in seguito a regolari elezioni.
Costituiscono una realtà diffusa su tutto il territorio nazionale raggiungendo quote di iscrizione molto elevate tra i pensionati delle varie aziende – circa l’80%.
Le Associazioni hanno poi realizzato, nel 1964, la costituzione di una Federazione nell’intento di ottenere una maggiore forza di rappresentanza nella loro attività. Lo Statuto di questa Federazione è poi stato modificato nel 1998 per adattarlo alle esigenze richieste dalle circostanze.
All'ottobre 2008 le Associazioni facenti parte della Federazione sono 28 e rappresentano oltre 33.000 iscritti.
 

 

Programmi e richieste

 

  • Il riconoscimento ufficiale della Federazione e delle Associazioni congiuntamente al loro diritto di partecipare paritariamente ed in tutte le sedi, sia nazionali che aziendali, alle decisioni che attengono alla condizione dei pensionati ed anziani: previdenza, sanità, fisco, assistenza sociale, con potere non soltanto consultivo. Questo facendo anche riferimento al Metodo Aperto di Coordinamento auspicato dal Consiglio di Europa con invito a far partecipare le organizzazioni dei pensionati e degli anziani ai processi decisori.
  • Ottenere una revisione della previdenza con il ripristino di alcune garanzie che consentano il mantenimento del potere di acquisto delle pensioni ed in pari modo il mantenimento della qualità di vita raggiunto nel periodo lavorativo. Questo ricordando il contributo che viene all’economia nazionale da parte degli anziani.
  • Adeguamento delle pensioni agli stipendi del personale attivo evitando il formarsi delle cosiddette pensioni di annata.
  • Completa liberalizzazione e quindi abolizione del cumulo tra pensione ed attività lavorativa post pensionamento.
  • Abolizione della limitazione della pensione di reversibilità ed invalidità con riferimento agli eventuali redditi del beneficiario.
     

La Federazione, apartitica e senza fini di lucro, svolge attività di natura sindacale, di consulenza e rappresentanza in materia previdenziale ed assistenziale e di sviluppo culturale delle Associazioni aderenti e dei loro iscritti. In particolare potrà:
• difendere e tutelare gli interessi della categoria in materia previdenziale, fiscale, assistenziale e quanto altro ritenuto di interesse nei confronti di qualsiasi Istituzione, Ente, Amministrazione, Banche e intermediari finanziari e assicurativi e loro strutture sindacali e/o rappresentative.
• rappresentare, su richiesta delle stesse, le Associazioni federate nelle trattative per la stipulazione di eventuali accordi previdenziali e/o di altro genere aventi attinenza con lo scopo sociale;
• sollecitare iniziative a tutela dell'interesse generale della categoria rappresentata, coordinare l'azione di ciascuna Associazione federata, stabilendo, di comune accordo, criteri ed indirizzi da seguire per la soluzione di problemi di interesse generale nonché favorire e sollecitare la solidarietà tra gli stessi associati;
• assistere, a richiesta delle stesse, le Associazioni e Gruppi federati nelle azioni promosse, anche singolarmente a tutela degli interessi degli iscritti;
• promuovere ogni iniziativa ritenuta opportuna al fine di ottenere la rappresentanza della Federazione in Organismi ed Enti in cui i pensionati del settore abbiano comunque interesse ad essere presenti per la tutela dei loro diritti;
• promuovere ogni iniziativa onde ottenere il riconoscimento del diritto alla rappresentanza degli associati in qualsiasi sede sia pubblica che privata ed a qualsiasi livello;
• promuovere ed attuare in qualsiasi sede ogni iniziativa di carattere tecnico, anche in campo culturale, tendente al coinvolgimento della categoria soprattutto per la soluzione dei problemi che direttamente ed indirettamente la riguardano;
• tutelare comunque gli interessi morali ed economici dei dipen¬denti a riposo e loro successori per reversibilità, quali titolari di pensioni;

• costituirsi od intervenire in giudizio in base a delibera del Comitato Direttivo;
• porre al servizio della Nazione la competenza, l'esperienza e le energie della categoria

Si può rilevare infine che le nostre richieste discendono direttamente da molti documenti a carattere internazionale che si sono occupati delle condizioni di vita degli anziani a partire dal “Piano di azione internazionale sull’invecchiamento” di cui alla risoluzione dell’ONU 37/51 del 1992 che è stato formulato in seguito all’Assemblea Mondiale sull’invecchiamento del 1982 a Vienna e ribadito nell’Assemblea di Madrid, per giungere ai “Principi delle Nazioni Unite in favore degli anziani” adottati il 16 dicembre 1991 con la risoluzione 46/91 che si articolano in cinque enunciazioni: Indipendenza, Partecipazione, Cure, Autorealizzazione, Dignità, di cui in particolare:
Partecipazione: riguarda l’integrazione nella società, la partecipazione diretta ed attiva alla formulazione ed all’applicazione delle politiche che riguardano direttamente il benessere dell’anziano e la possibilità di condividere le proprie conoscenze ed esperienze con i giovani e la possibilità di costituire Associazioni o movimenti.